
Lo strumento proviene direttamente dai tardi anni '60 ma il Waterphone di Richard Waters è stato recentemente riportato agli onori delle cronache da musicthing in una operazione di recupero di una tradizione antica che ha influenzato in maniera consistente anche molta della musica contemporanea: i suoni (esempi su freesound) sembrano provenire dalle profondità remote degli oceani abissali e la cosa entusiasmante è che non c'è nessun intervento da parte di alcuno strumento elettronico ma tutto viene prodotto da un archetto che fa vibrare dei cilindri di ottone fissati a una base riempita d'acqua.
Prezzi a partire da 800 dollari in su.