
Immaginate un ambiente con luce soffusa che vi da solo la sua percezione d'insieme. Nessun particolare, giusto l'opportunità di attraversarlo. All'improvviso l'intenzione di lavarvi le mani, ed ecco accendersi una luce a led sotto il lavabo. Vi dirigete in quel punto di luce concentrata e vi appare il motivo floreale del vetro inciso con l'acido. La luce attraversando il fondo dell'oggetto, dopo aver perso energia sul tavolino che lo sostiene, arriva a voi, illuminandovi il viso. Aprite il rubinetto e la composizione si scombina, lo scroscio amplifica la sensazione di una luce proveniente dal centro della terra. Pochi secondi, dopo aver chiuso, e il disegno floreale ricompare. Il viaggio è finito, non rimane che la mera funzione per cui vi siete mossi.

Se c’è una cosa che dovrebbe fare arrabbiare di molto ogni malintenzionato che si aggiri con aria furtiva intorno alla vostra bicicletta è il fatto che a rubarla dovrebbe poi ingegnarsi per inventare qualcosa all’istante per poterla guidare secondo i suoi malsani desideri, visto che il mezzo è senza sterzo, in quanto il manubrio è diventato lui stesso il dispositivo di protezione dal furto.
Poco chiaro il meccanismo? Jaryn Miller, promettente studente presso il Savannah College of Art and Design è partito dalla considerazione che quasi tutti odiano doversi portare dietro un dispositivo qualsiasi di blocco della bici (lucchetti e catene varie) perché ingombrante e poco pratico, così ha pensato bene di modificare una parte stessa del mezzo, il manubrio nel suo caso, per fare in modo che potesse trasformarsi lui stesso in dispositivo di blocco. Il risultato, che deriva dall’utilizzo dello sterzo come lucchetto rigido, è che la bici, una volta sistemata, diventa pressoché inutilizzabile, perché priva di strumento di guida (i freni restano attaccati sopra la porzione minima di manubrio rimanente collegato al piantone verticale).

La designer Zoë Mowat ha dichiarato di essersi ispirata al segno diacritico (^) utilizzato in varie lingue (non chiamatelo accento, per carità) denominato circonflesso (in italiano è poco utilizzato, mentre in Francia sembra ne facciano scorpacciate con codesto simbolo) nella ideazione della sua recente Circumflex, una seduta destinata a diventare ottimo collegato se disposta accanto al relativo pari Contain Writing Desk, sempre di sua produzione.

Direttamente da Kelly Giesen, interior designer, arriva uno spunto originale su come trasformare una parete piatta in un luogo ideale per poter accogliere gli sguardi discreti del vostro dispositivo primario di intrattenimento domestico (a volte capita che sia così!): basta scegliere un caminetto (rivestimento senza focolare) adeguato alle vostre esigenze estetiche e il gioco appare fatto.
Il vantaggio immediato è che, per vedere funzionare il tutto, non c'è bisogno di alcuna canna fumaria da inserire all'interno della struttura, né tanto meno di sufficiente legna per alimentare adeguatamente il manufatto.
L'unica accortezza che ci permettiamo di segnalare, qualora si replichi l'idea, è quella di progettare bene lo spazio di areazione di cui il televisore potrebbe aver bisogno (dipende dai modelli e dalla tecnologia prescelta).

L'icona, il passato, il sogno, l'italianità, il design e il futuro: sono questi gli aggettivi utilizzati per descrivere ALPHA, vale a direla nuova generazione di televisori di Brionvega, già noti circa da un anno, ma che in questi giorni sono arrivati a una definizione di disponibililtà e quindi di prezzo.
Un televisore a cristalli liquidi con lettore DVD integrato caratterizzato da un design che riporta alla mente i capolavori immortali dell'arredo anni 30: Le Corbusier, Breuer, Mies, Eileen Gray.
Specifiche: schermo da 19-pollici in 4:3 con risoluzione 1280x1024 pixel, luminosità 350cd/m, contrasto 1200:1, angolo di visuale 160 gradi, interfacce s-video e scart.
Dimensioni: 517x275x440mm.
Disponibile in pre-ordine anche online a prezzi compresi tra 1.950 e 2.150 EUR.