
Le idee più semplici sono a volte quelle più efficaci per raggiungere soluzioni intriganti, realizzate con materiali di poco costo, e di grande impatto visivo: è il caso dello scaffale libreria di may december home concepito in maniera tale che i libri (o qualsiasi altra cosa venga poggiata sopra) sembrino magicamente flottare nello spazio.
Il trucco? Delle semplici squadrette in metallo a L avvitate a muro, montate senza alcun ripiano di base.

Il riuso dei materiali domestici è diventato ormai un tema imprescindibile con cui dover fare i conti quotidianamente, tanto più quando l'interpretazione corrente appare essere principalmente quella di cercare di riciclare i materiali in maniera complessiva, senza pensare che con poca spesa e altrettanto poca manodopera è pur sempre possibile realizzare a volte dei manufatti di indubbia utilità e che non hanno nulla da invidiare (semmai è il contrario) a prodotti correntemente in vendita.
E' il caso del blocknotes in stile-Moleskine realizzato con una scatola grezza di cereali, carta bianca e tanta fantasia, che, nel caso in particolare ma anche in generale del resto, non guasta mai.
Il risultato prodotto ovviamente è di poco costo, e l'effetto appare di molto pregevole.
(L'idea di unire copertina e fogli con la macchina da cucire non è per nulla male, in verità).

Se non avete mai pensato alle grondaie come una possibile soluzione per collocare ottimamente il vostro prezioso orto domestico, fareste bene a cambiare idea al più presto: chi ci ha già provato assicura che i vantaggi non sono soltanto relativi al recupero di spazio (condizione necessaria per la perfetta riuscita dell'iniziativa), ma il sistema proposto assicura una ottima flessibilità di ubicazione per collocazioni minimali in zone adatte alla coltivazioni prescelte (aree soleggiate o all'ombra che siano).
Ovviamente non è indispensabile agganciare le grondaie a una delle pareti esterne dell'edificio (tanto più se la superficie non è in legno, come accade di solito alle nostre latitudini): un regolare piano verticale, creato ad-hoc o riciclato all'occorrenza, sarà certamente capace di riprodurre lo stesso effetto e funzionalità.

I porta-spezie possono essere un autentico grattacapo per quanti praticano la cucina in maniera continuativa, in quanto di solito sono male strutturati (6/12 recipienti al massimo) o ingombranti o scarsamente pratici per gli scopi di velocità di utilizzazione e chiarezza di classificazione richiesti.
Da Susy Hammermeister arriva una interessante interpretazione per una soluzione fai-da-te al problema, in perfetto stile minimal e ovviamente di bianco dipinta: la scansia proposta è realizzata con elementi di serie (mensole e rinforzi verticali di dimensione congrua ai contenitori utilizzati e di spessore minore rispetto ai ripiani) che contribuiscono a conferire al manufatto quella sensazione di oggetto unitario necessario in casi simili.

Sembrerebbe essere uno dei primi concreti esempi di attività commerciali fondate su basi sostenibili, pur essendo in realtà, in numerosi casi solo a parole, in molte le aziende intenzionate a volersi fregiare di un simile titolo: nella città di Portland, Soupcycle provvede a consegnare pasti caldi (zuppe, in dettaglio) realizzate in perfetto stile sostenibile, e consegnate ai clienti utilizzando l'unico mezzo di locomozione che non fa nessun uso di propellenti chimici se non quelli necessari a attivare degli strumenti naturalmente forniti in dotazione dalla natura alla gran parte degli esseri umani, ovvero le proprie gambe: una bicicletta, ovviamente del tutto particolare e adatta agli scopi, ma pur sempre di una bici si tratta, è tutto ciò che occorre per svolgere il lavoro di consegna necessario alla realizzazione del modello di commercio intrapreso.
In Portland quello di Soupcycle non è il solo modello di riferimento in simili contesti: anche Q19 si serve di mezzi del tutto sostenibili per servizi di pulizia generalizzata (abitazioni, uffici) realizzati con prodotti del tutto ecologici e 100%-liberi da derivati di natura petrolchimica.
A quanto pare, la via della sostenibilità sembra passare anche per le proprie gambe: forse è il caso di riprendere l'antico detto "palla lunga a pedalare", ma questa volta caricato di un grande senso di valore contemporaneo, basato sul rispetto della natura e dell'ambiente che ci circonda.